Sinossi romanzo Redenzione immorale Numeri Uno Fanucci
Redenzione immorale è uno dei libri meno noti di Philip K. Dick, eppure vi si trovano temi e idee che ricorreranno nella sua produzione successiva.
Siamo nel 2114, e il mondo è profondamente segnato dalla guerra nucleare e dalle regole del regime totalitario instaurato nel 1985 dal maggiore Streiter. Allen Purcell, il protagonista del romanzo, visita l'isola giapponese di Hokkaido, simbolo eloquente delle devastazioni causate dalla guerra, e qui tocca con mano le assurde imposizioni sociali dettate dal potere politico e mediatico di un regime che, tra le altre cose, vieta il sesso extra-coniugale e l'uso di alcolici in pubblico.
Su un'isola desolata e ancora radioattiva, gli amici di Allen dissotterrano i libri del passato per salvaguardare la libertà di espressione individuale dalle velleità censorie dell'oligarchia neopuritana, intenzionata a eliminare qualsiasi trasgressione. E mentre un fiorente mercato nero offre preziose copie di testi ormai irreperibili - su tutti l'Ulisse di Joyce -, Allen Purcell sembra essere uno dei pochi ancora in grado di cambiare il mondo e salvaguardare l'autonomia di pensiero degli esseri umani. Introduzione e cura di Carlo Pagetti.
"Il potere di quella ferrea rivoluzione
aveva sbriciolato l'era dello spreco,
ponendo fine a 'peccato e corruzione'
e, al contempo, alla svagatezza,
alla pace della mente,
a quella capacità di sedersi
e accettare le cose
per come venivano.
Come si viveva in quei tempi?,
si domandò. Nei giorni in cui
era ancora consentito oziare."
Contenuto del volume:
pag. 005 Tra distopia e burla swiftiana di Carlo Pagetti (introduzione)
pag. 015 Redenzione immorale (The Man Who Japed, 1956) di Philip K. Dick trad. Tommaso Pincio (romanzo)
