Fai che la morte ti colga vivo - Odissea Digital Fantascienza 188

23 ottobre 2026 Fai che la morte ti colga vivo - Odissea Digital Fantascienza 188

Fai che la morte ti colga vivo - Odissea Digital Fantascienza 188 -

Sinossi romanzo Fai che la morte ti colga vivo Odissea Digital Fantascienza 188

Sinossi del romanzo Fai che la morte ti colga vivo Odissea Digital Fantascienza 188
Titolo: Fai che la morte ti colga vivo
Autore: Daniela Piegai La copertina di Fai che la morte ti colga vivo - Odissea Digital Fantascienza 188
Titolo originale: Fai che la morte ti colga vivo
Pubblicazione originale: 1998
Serie:
Data pubblicazione 20/10/2026
Collana: Odissea Digital Fantascienza #188
Editore: Delos Digital
Traduttore:
Copertina: Dante Primoverso (IA)
Numero pagine: 115
Isbn: 9788825437997

«Il mio nome è Capitano. Sono nato in mezzo al deserto, ai tempi in cui la gente ancora si leccava le ferite dopo la Guerra, quella in cui gli uomini cercarono di imbrigliare il Tempo, e il Tempo tirò un colpo di coda e mise tutti in ginocchio».
Chi ama Daniela Piegai sa bene che il Tempo (in senso assoluto) è il cuore della narrazione, sempre, né dimentica Capitano, protagonista del romanzo Il mondo non è nostro (1989). Capitano è simpatica canaglia dotata di inscalfibile senso dell'onore, giovane uomo incapace di resistere a un'impresa impossibile, viandante in cammino tra città levantine dalle innumerevoli religioni e piste desertiche battute dal vento. In Fai che la morte ti colga vivo (1998, secondo e ultimo episodio della saga che lo vede protagonista) Capitano appare adulto ma non domato: «Dèi dell'Inferno, dèi del Walhalla, dèi dell'oriente e dell'occidente, dèi del mare e della terra e del fuoco e dell'aria, se ci siete, fate che la morte mi colga vivo». (dall'introduzione di Laura Coci)

Contenuto del volume:

pag. 003 Indice
pag. 004 Il libro (introduzione)
pag. 005 L'autore (biografia)
pag. 006 Fai che la morte ti colga vivo (1998) di Daniela Piegai (romanzo breve)
pag. 007 L'ambivalenza dell'amore, lo splendore del mondo di Laura Coci (prefazione)
pag. 007 Nota al testo di Roberto Piano (nota)