Note biografiche e bibliografia di Jacques Hoven
La sua attività letteraria iniziò con il romanzo Saignée blanche, pubblicato nel 1955 con il suo vero nome, ma successivamente adottò diversi pseudonimi come Jacques Bourderon per i suoi lavori di guerra e spionaggio e Jacques Hoven per la fantascienza.
Dal 1969 iniziò a pubblicare con particolare continuità per la casa editrice Fleuve noir, nella celebre collana Anticipation e tra le sue opere di fantascienza più conosciute figurano, Adieu, Céred del 1972, Il était une fois dans l'espace e Sombre est l'espace del 1973, Les Intemporels del 1974, La Vénus de l'Himmenadrock del 1975, La Porte des enfers del 1978 che venne anche pubblicato in Italia dalla casa Editrice Il Picchio con il titolo La macchina divina, Triplix del 1979 e Les Non-humains del 1981.
Nei suoi lavori Hoven affrontò spesso tematiche legate all'avventura, le esplorazioni spaziali, le guerre interplanetarie, le civiltà extraterrestri e i viaggi nel tempo. In opere come Les Intemporels, per esempio, il passato, il presente e il futuro vennero messi in relazione attraverso un'avventura fantastica costruita attorno ai paradossi temporali. In Triplix, invece, l'autore immaginò il pianeta Angustura, posto al centro degli interessi strategici di diverse potenze galattiche, creando una storia che unisce space opera, mistero e avventura.
Jacques Hoven rimane però una figura relativamente poco conosciuta al grande pubblico, anche se i suoi lavori, pubblicati in gran parte da Fleuve Noir, furono significativi nella storia della fantascienza popolare francese del secondo Novecento.
- Adieu, Céred 1972
- Il était une fois dans l'espace (1973
- Sombre est l'espace 1973
- Les intemporels 1974
- La Vénus de l'Himmenadrock 1975
- La porte des enfers 1978
- 1979 - La macchina divina - I Grandi della Fantascienza 3, Editrice Il Picchio
- Triplix 1979
- Robinson du cosmos 1979
- Les non-humains 1981
- Une si jolie petite planète 2010
- Mission terminée 1960 (come Jacques Conia)




